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Poesie: Corri uomo


 

Corri uomo, corri!

Ma dove corri, dove vai,
non hai più tempo ormai.

Fare, disfare, rifare,
non c’è più tempo per pensare.

Spogliati uomo,
abbandona l’animo corrotto,
lascia i panni del condizionamento,
togli le vesti che l’apparenza ingannano.

Torna, uomo, alle virtù del tempo,
alla saggezza della natura.

Torna, frena, torna!

Emanuele Cinelli – 30 giugno 2014

Il valore del tempo


TranquillitàUn vecchio detto recita che “il tempo è denaro”, verissimo, ma il tempo è anche qualcosa da gustare lentamente, il tempo, soprattutto, è qualcosa contro cui non possiamo metterci in competizione, entreremmo solo in un vortice infinito che ci porterebbe ad una continua accelerazione arrestabile solo dall’esaurimento totale.  Contro il tempo non possiamo vincere, possiamo solo imparare a rispettarlo e per rispettarlo dobbiamo imparare a… prenderci tempo!

Potrò sembrare un paradosso, ma per non farci scappare il tempo, per non perdere tempo l’unica soluzione possibile è quella di andare con calma: più andiamo di fretta, più sprechiamo tempo perché non possiamo pensare, non possiamo imparare, non possiamo capire, non possiamo valutare, possiamo solo correre, correre e correre.

Smettiamola con la fretta, smettiamola con il farci fretta e, soprattutto, smettiamola con il fare fretta agli altri, atteggiamento, quest’ultimo, che oserei definire criminale, visto che, di fatto, porta le persone verso la malattia, verso l’esaurimento, verso il suicidio; malattie, esaurimenti, suicidi provocati e che quindi ricadono sulla responsabilità di chi li ha ingenerati, ossia colui che ha richiesto fretta, costretto alla fretta.

E rifiutiamo gli strumenti della fretta…

I cellulari accendiamoli solo quando sono realmente e strettamente necessari, nello specifico dovrebbero stare rigorosamente spenti quando si è a pranzo, quando si dorme, quando ci si riposa, quando ci si rilassa, quando si sta facendo sesso, quando si è in vacanza, quando si guida e via dicendo.

Quando vogliamo telefonare a qualcuno prima di farlo chiediamoci se possiamo disturbare, se l’orario è consono, se a quell’ora l’altro potrebbe essere a pranzo, a dormire, a fare sesso; se stiamo chiamando un cellulare verifichiamo la disponibilità dell’interlocutore attraverso un sms; salvo situazioni di vera ed estrema urgenza diamo la preferenza a comunicazioni effettuate attraverso strumenti meno invasivi, quali gli sms e la posta elettronica.

Rispettiamo i limiti di velocità, anche quelli più assurdi, arriviamo comunque a destinazione, al limite si tratta solo di partire qualche minuto prima. Non ci crederete ma vi posso assicurare che con questa regola in un paio d’anni vi dimenticherete della fretta ed entrerete in uno stato mentale e fisico di rilassatezza, vedrete le cose in modo diverso: meno arrabbiature, meno stress, meno disordine, più meditazione, più tranquillità, più concentrazione, maggiore capacità di risoluzione, maggiore orientamento al risultato.

Ribelliamoci alla fretta, ribelliamoci a chi ci mette fretta, la fretta è nemica del bene, la fretta è nemica dell’ordine, la fretta è nemica della qualità, la fretta è nemica della salute.

Fretta e bene, tutto e subito!


“La fretta è nemica del bene” così recita l’antica saggezza popolare, purtroppo la società odierna ha fatto della fretta il suo cardine principale e si muove, costringendo a muoversi, sempre più in fretta, sempre più, in un circolo vizioso che non sembra poter mai arrivare alla fine.
Il bene corrisponde necessariamente alla ricerca dell’essere, la fretta impedisce di perseguire l’essere e, quindi, per nascondere la mancanza dell’essere oggi si tende a lavorare sull’apparire: si curano in modo certosino le strutture formali e, pur affermando il contrario, si incrementa sempre più l’apparato burocratico.

Un tempo bastava una stretta di mano per suggellare un contratto; oggi servono pile di documenti, avvocati, notai e tanto altro.

Un tempo bastava dover vendere per curare la qualità del proprio prodotto o servizio; oggi si è messo in piedi il “Sistema Qualità”, che contempla un responsabile della qualità, un manuale della qualità, il customer satisfation, i moduli per la segnalazione delle non conformità, il processo di certificazione e via dicendo, ma tutto questo è rivolto alla qualità del processo aziendale, interessandosi poco o niente, in modo diretto, della qualità del prodotto o del servizio (non necessariamente e insindacabilmente legata alla qualità del processo).

Un tempo la scuola si preoccupava di insegnare e formare, dedicandovi tutte le proprie risorse; oggi, al fine di non farsi mancare l’afflusso di iscrizioni, l’obiettivo principale è quello di esaudire le aspettative dei ragazzi e dei loro genitori, anche se queste poco hanno a che fare con l’insegnamento e la formazione, buona parte delle risorse scolastiche sono così dedicate alla raccolta e successiva elaborazione di tali informazioni.

Un tempo bastava essere nel mondo del lavoro per ritenere l’autoaggiornamento un dovere importante e le aziende investivano su di esso tempo e denaro; oggi l’autoaggiornamento è un obbligo, ma spesso le aziende non concedono al loro personale il tempo necessario per aggiornarsi, al contrario pretendono che lo si faccia nel tempo libero e pagandosi tutti i costi.

Un tempo bastava la voglia di lavorare per mettere in piedi un’attività; oggi servono, e non è detto che bastino, la mission, la vision, l’individuazione del target, la definizione di un format, il piano di fattibilità e così via.

Questi sono solo alcuni dei moltissimi, troppi esempi di fretta e/o apparenza, si potrebbe continuare all’infinito.

Non so a voi, ma a me tutta questa ricerca dell’apparire, tutto questo lavoro sull’apparire, senza nessuna parallela ricerca dell’essere, senza nessun parallelo lavoro sull’essere, tutto questo proprio non mi garba, mi resta sullo stomaco.
Non so voi, ma io mi sono stancato di tutta questa frenesia e di queste contraddizioni.

Voglio tornare al tempo della stretta di mano, al tempo della logica, al tempo della quiete, al tempo in cui il mondo procedeva al lento e calmo passo della natura, voglio!

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